Harriet Constance Hopcraft (1853 - 1941)

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Birthdate:
Birthplace: Annerley, London, England, United Kingdom
Death: Died in Riofreddo, Province of Rome, Lazio, Italy
Managed by: Carina Teixeira Thibiéroz
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About Harriet Constance Hopcraft

Il 2 luglio 1874, Ricciotti Garibaldi sposa una giovane londinese, Constance Hopcraft nella chiesa anglicana di Saint James, nel quartiere di Westminster.

La sposa, di religione anglicana, appartiene ad una famiglia benestante. Suo padre, William Hopcraft, e sua madre Elisa Arch, risiedono in una villa nei dintorni di Londra, ad Annerley, nel Surrey, non ancora raggiunta dalla popolazione misera che si sarebbe nei decenni successivi ammassata a Londra, trasformandone i ridenti borghi, poco a poco inglobati, in periferie della prima città industriale del mondo. Assieme a Constance, nata ad Annerley il 22 Agosto 1853, vivono nella casa paterna due fratelli e una sorella, e due domestici, mentre un fratello maggiore abita un'altra villa poco distante.

Il padre di Constance, William Hopcraft, é un "printer", tipografo-editore della City. La professione é importante: tra la tipografia e l'editoria, esercita un ruolo determinante nella circolazione delle idee, in un periodo di grande sviluppo della carta stampata. La City, il cuore di Londra, è il luogo dove si sviluppa quel fermento di democrazia radicale e repubblicana che attraeva a Londra il giovane Ricciotti. Che sia stato qualche impegno politico a condurre Ricciotti nella famiglia Hopcraft ? Al matrimonio fanno da testimoni due italiani, e la cerimonia avviene nella parrocchia nella quale risiede lo sposo, negli eleganti quartieri abitati da Emma Roberts, e dal piccolo Ricciotti in altri tempi Da li ad immaginare un dissenso della famiglia Hopcraft, sarebbe un'altro salto avventuroso.

Due preziose fotografie incorniciate in legno lavorato, che appartengono al Museo dell'ANVRG di Porta San Pancrazio a Roma, ci rivelano l'immagine dei due bei giovai : lui scuro di cappelli, con un vezzoso ricciolo sulla fronte, le sopracciglia folte e le labbra carnose, in una preziosa divisa, risulta " General of Italian Volontary Army" e "bachelor" ; lei deliziosa giovane - sembra meno ancora dei suoi 21 anni - fiori negli abbondanti cappelli raccolti a chignon ed ornati di pizzo, un volto solare, grandi occhi chiari, l'ovale pieno della gioventù. Costanza sposa un giovane romanticamente aureolato dall'avventura, quella del padre ma all quale lui non sembra venire meno. Lei, sempre dal certificato di nozze, risulta senza istruzione. Questo significa che è stata educata a casa, perché Costanza era ampiamente provvista d'istruzione e di cultura. I documenti con i quali Ricciotti e Costanza affronteranno il ritorno dall'Australia, dove partono subito dopo le nozze ci raccontano della la nascita di un primo bambino, chiamato anch'esso Giuseppe, che probabilmente non sopravvive al viaggio (1875). Il documento stesso da una data sbagliata per il matrimonio, e nei registri di Londra non si trova traccia di questo neonato. In Australia nascono Constance Rosa e Annita Italia, rispettivamente nel 1876 e nel 1878 ed il fratello Giuseppe, detto Peppino. Un'altra bambina, Irene Teresa, muore poco dopo la nascita, nel 1880, ed è sepolta nella lontana terra.

Costanza rivela in queste circostanze un temperamento forte e coraggioso, sopporta pene e delusioni, indigenza, e sacrifica i suoi gioielli per consentire il ritorno in Italia nel 1881. Nell'estate di quell'anno, mentre aspetta un'altro bambino, si reca con la famiglia a Caprera e vi conosce Giuseppe Garibaldi, la famiglia del marito e Francesca Armosino, che Garibaldi ha sposato l'anno precedente, ed i loro figli Clelia e Manlio. Ricciotti e Costanza si stabiliscone a Roma, In Via dei Serpenti, poi in Vicolo Alberoni, nel villino di cui Ricciotti ha cominciato la costruzione nell'ambito di una operazione immobiliare intestata a Costanza, i Cantieri Garibaldi, che crea alla famiglia una pesante situazione debitoria, crucio del resto della loro vita. Costanza fronteggia la situazione, rimane in disparte dall'attività politica del marito ( è suo convincimento che le donne non debbano intervenire in politica, lo esprimerà chiaramente più tardi alla figlia Annita Italia ), annoda un buon rapporto con la famiglia di Menotti, la cognata Francesca Bidischini. Costanza impone nella vita privata rigore e dignità. In casa si parla inglese, non solo tra gli sposi ma con i figli, e si pratica la religione anglicana, Ricciotti a parte, ma rispettoso dei convincimenti della consorte. Tuttavia Costanza non interpreta rigidamente la sua religiosità, se tra gli ospiti più frequenti di casa Garibaldi ci sono i più noti esponenti della Massoneria, e in particolare il Gran Maestro Ettore Ferrari, particolarmente devoto a lei, attento alle sue iniziative d'ordine sociale ed al suo talento artistico. I massimi esponenti della Chiesa anglicana di Roma battezzano i nascituri e intrattengono con Rosa e Italia dei rapporti costanti, che sfocceranno per Italia in un impegno anche professionale. Nel primo periodo della vita romana nascono i figli Ricciotti, omonimo del padre, Menotti, Sante, Arnaldo, che nasce e muore nel 1888, Bruno, Costante. IL 1888 è l'anno della prima villeggiatura a Riofreddo sopra Arsoli, al confine dell'Abruzzo, città di villegiatura che prende un'importanza capitale nella vita della famiglia. Infatti in seguito a quello che Ricciotti stesso chiama i suoi "disastri" imprenditoriali e politici, la famiglia vi si ritira, sotto stretta sorveglianz a e vi conduce vita assai grama in una casa in affitto, alla quale si deve presto rinunciare. Ricciotti tuttavia ha comprato, prima che gli vengano sequestrati i pochi beni, un terreno roccioso e brullo, che consta di una piccola costruzione che serve da rifugio alla famiglia. Si inizia la costruzione di un'imponente dimora, che si rivela presto disastrata, ma nella quale la famiglia abita comunque, iniziando, sotto la guida ferrea di Costanza, molto aiutata dalla popolazione del paese, a creare un orto, un pollaio, un giardino. Vi era sempre una monetina da regalare ai ragazzini del paese, un po' di miele,qualche caramella. Se le condizioni per un rapporto stretto di Ricciotti con la popolazione riofreddana, tutta intera concentrata sulle attività della pastorizia, dell'artigianato, di tradizione cattolica, all'inizio non ci sono, personaggio centrale della vita riofreddana diventa invece Costanza, che stabilisce, soprattutto con le donne del paese ma anche con tutti quelli che vi esercitano un ruolo sociale, sindaco, medico condotto, forze di polizia e militari di stanza, un rapporto d'intensa collaborazione sempre orientata a beneficio della collettività. Le figlie Rosa ed Italia si avvicinano all'adolescenza quando nascono, nell'esilio riofredano che dura dal 1893 al 1897 gli ultimi due figli della coppia, Ezio e Giuseppina. Ereditando dalla madre, Costanza consente l'estinzione delle ipoteche su Riofreddo. E' l'anno della spedizione guidata da Ricciotti in Grecia.

Con il ritorno a Roma, in Via dei Prefetti poi in Via Pompeo Magno, Costanza e la sua famiglia trovano l'assetto definitivo, tra la capitale d'inverno e la grande casa riofreddana da Pasqua a Ottobre, con ogni volta trasloco completo di mobili e suppellettili, e confezione, durante il soggiorno, di proviste per tutto l'anno. Costanza portava, racconterà più tardi la nuora Beatrice, sposa di Sante, una grande chiave legata alla cinta, la chiave della dispensa. Se del paese, non vi era nulla da offrire agli ospiti, oltre ad un caffè, la vita era spartana. I figli maschi erano avviati alle scuole industriali, ambienti nei quali Riciotti aveva conservato, dopo i personali falliment, molte relazioni, e tornavano a casa nel periodo estivo, legando i preziosi ricordi di giovinezza alla casa di Riofreddo. La dimora si riempierà dei loro ricordi della loro vita avventurosa, gelosamente custoditi dalla madre, e dalla sorelle. Artista, archivista, cultrice della casa e del giardino, la primogenita Rosa. Italia dotata di un forte senso dell'organizzazione, e di una forza di volontà non indifferente, attenta a tessere la trama, nei contatti con il mondo ed in particolare con i fratelli quando vi si disperderanno : si adopera nella raccolta d'ogni tipo di documentazione, testimonianza, cimelio. Costanza segue con apprensione la campagna di Grecia del 1897 che segna il rientro della famiglia sulla scena romana e le prime armi del figlio Peppino, ormai ventenne.

Accompagna il marito nei brevi viaggi negli Stati Uniti, a Londra ed a Parigi, mentre Ricciotti insegue chimere di grandi progetti di oplitica internazionale, che matura in costante dialogo con la moglie. Nella seconda campagna di Grecia, nel 1913, Costanza e le due figlie maggiori accompagnano il padre ed alcuni fratelli quali dame della Croce Rossa. Annita Italia prosegue sui campi di battaglia dell'Argonne, mentre Costanza e Rosa operano a Roma nell'assistenza alle famiglia dei soldati.

La morte di Bruno e Costante sul fronte delle Argonne, cambia per sempre la vita di Costanza. Echi del suo dolore, e dell'affetto, ammirazione, rispetto, che le porta lo sposo, si leggono, seppur con il ritegno dell'epoca, nelle "Memorie" dettate da Ricciotti a G.A. Castellani. Costanza porterà per sempre gli abiti del lutto.

Nei primi anni dopo la guerra, i figli cercano di costituirsi delle posizioni all'estero, pensando tuttavia ad un rientro in patria. Dalla truppa femminile diserta nel 1926 Giuseppina, l'ultima figlia di Costanza, che sposa Giuseppe Ziluca, e vive da allora negli Stati Uniti. Invece Rosa e Italia rimangono saldamente legate alla madre, custodi del tempio di una tradizione rinnovata e reinterpretata non solo da Ricciotti ma anche dalla sua consorte, che realizza in se il modello della cultura vittoriana, che lungi da attenuarsi, va rafforzandosi nel tempo, quale via per rimanere nell'ambito della tradizione garibaldina dopo la morte di Ricciotti nel 1924.

Indicativo di questo stato d'animo è la vicenda degli ospedali di Riofreddo e di La Maddalena, che Costanza crea nei primi anni del secolo. L'ambulatorio di La Maddalena è inaugurato il 5 Novembre 1907. E' costituito da terreni donati e da edifici concessi, manca d'ogni specie d'allestimento, ma costituisce ugualmente, per la popolazione dell'isola, una nuova speranza.

Poco dopo sorge l'ambulatorio di Riofreddo, con lo stesso tipo di gestione, fondata sul volontariato, e sul contributo degli interessati. Ovviamente Costanza intrattiene una fitta corrispondenza con i generosi donatori di qualche obolo o di qualche benda, e con lo stesso tono, sempre per iscritto, s'intrattiene con la Regina d'Italia, con la Regina d'Inghilterra, alla quale fa valere l'ottima posizione di La Maddalena nel Mediterraneo e la folta presenza di inglesi in zona, e con la più modesta e meritoria volontaria popolana. Quest'opera, per la quale Costanza è sostenuta dalle figlie, viene da lei teorizzata in un opuscolo intitolato "La presa di Roma nel 1913. Episodio immaginario dedicato alla dame infermiere della Croce Rossa da Costanza Garibaldi" pubblicato nel 1910, a profitto della Croce Rossa.

A Costanza tocca il dolore dell'allontanamento dei figli Peppino, Ricciotti, Menotti, Sante, dopo l'avvento di Mussolini. Il figlio Ezio, gerarca nel Regime, contribuisce alle sue opere sociali, ma Costanza rimane equidistante tra i figli e tenta, con la corrispondenza, di mantenere i legami d'affetto della giovinezza. Rare sono le occasioni di rivederli. Nel 1940 tuttavia una riunione di tutti i superstiti avviene a Riofreddo.

Il Dott. Anacleto Bernardini, medico condotto a Riofreddo, che nello stesso 1939 cosi saluta, al termine della relazione sanitaria dell'ospedale di Riofreddo, la sua fondatrice, ormai giunta ad 86 anni : "tutti coloro che beneficano di questa nobile istituzione elevano a Dio una prece perché ancora per molti anni conservi all'affetto dei suoi la venerata esistenza di Donna Costanza Garibaldi".

Le cure attente delle figlie prolungheranno la vita di Costanza fino al 9 Novembre 1941. Raggiunge Ricciotti e i figli nella tomba del Verano. Ancora oggi vi si trova una corona antica, per Bruno e Costante, con questa semplice concisa scritta : " Vostra madre dolente" come a testimoniare la partecipazione personale, con il dono della vita di due dei suoi figli, alla guerra che cambiò il mondo, con il riserbo e la dignità di una grande signora vittoriana.

Fonte: (http://www.ereditadigaribaldi.net/search_scpt_p.php)

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Constance Hopcraft's Timeline

1853
August 22, 1853
London, England, United Kingdom
1874
July 2, 1874
Age 20
London, England, United Kingdom
1875
1875
Age 21
1876
April 29, 1876
Age 22
1878
July 20, 1878
Age 24
Australia
1879
July 29, 1879
Age 25
South Yarra, Victoria, Australia
1880
1880
Age 26
1881
November 24, 1881
Age 28
Rome, Rome, Lazio, Italy
1884
May 12, 1884
Age 30
Rome, Province of Rome, Lazio, Italy
1885
October 16, 1885
Age 32
Rome, Rome, Lazio, Italy