Costante Garibaldi (1890 - 1915)

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Birthplace: Rome, Rome, Lazio, Italy
Death: Died in France
Cause of death: Em combate
Managed by: Carla Assenheimer (C)
Last Updated:

About Costante Garibaldi

Il decimo e l'undicesimo dei figli di Ricciotti e Costanza sono coloro che più caramente hanno pagato l'impegno del padre a mantenere viva la tradizione garibaldina. Sono morti ambedue in Argonne (Francia) il 26 dicembre 1914, il primo, il 5 gennaio 1915 il secondo. Con quattro dei cinque fratelli facevano parte della Legione garibaldina, che si era portata volontaria per combattere a fianco della Francia, mentre l'Italia indugiava nella neutralità e nella scelta delle alleanze. Se sicure sono le date della loro morte, lo sono meno le date delle nascite. Mentre, infatti, nel corso della loro vita i fratelli riuscirono ad ottenere regolari documenti con date certe, Bruno e Costante si dovettero accontentare delle indicazioni ricevute dalla madre, che iscriveva i figli nella propria Bibbia alla nascita, senza altre formalità. Né la tomba del Verano, che raccoglie le salme dei genitori e dei figli, rivela la verità. Infatti, al momento della sepoltura nella tomba il cui terreno è offreto dal dal Governatorato di Roma, nel 1932, furono commessi alcuni errori nelle iscrizioni. Bruno risulta nato il 19 gennaio 1892, ma la data di morte riportata è quella di Costante. Un atto nel registro di Roma del 1938 indica la nascita il 23 marzo 1889. Le date attribuite a Costante, sono invece, per la nascita il 19 agosto 1890, per la morte il 26 dicembre 1914, e la morte è sicuramente quella di Bruno. Non vi è dichiarazione di nascita per Costante. Attendibile è dunque l'ipotesi un'inversione delle date tra i fratelli. Bruno è mandato ad undici anni a studiare preso l'Istituto metodista di Canterbury, in Inghilterra, e segue su indicazione del padre una specializzazione in tecniche dell'agricoltura. Il suo primo lavoro si svolge presso un'azienda di lavorazione della canna da zucchero a Cuba, dove occupa rapidamente incarichi di responsabilità. Il fatto che vi parta nel 1907 avvalora la tesi della nascita nel 1889, essendo consuetudine del padre di invitare i figli maschi a lasciare la casa paterna a 18 anni. Ma Bruno è l'ultimo al quale tocca questa dura esperienza della vita. Costante, infatti, finita la scuola a Roma nel 1903, frequenta la scuola industriale di Fermo. Nel 1910, lavora nelle acciaierie di Terni nel 1913 vi occupa la posizione di perito. Nell'equilibrio della famiglia Bruno e Costante occupano una posizione importante, sia per quello che ha significato la loro morte precoce, sia per la posizione che occupano nella gerarchia interna. Infatti, prima di loro è nato Arnaldo nel 1887. Egli muore nel 1888. Del piccolo Arnaldo vi è poco da dire, se non che la morte nel mese di luglio spiega la partenza tardiva della famiglia per la vacanza estiva, che inizia solo nel mese d'agosto inoltrato. Una data importante perché è quella del primo approdo a Riofreddo, in una casa in affitto sulla Via Valeria. Una scelta che inaugura il destino riofreddano della famiglia. Ma se le nascite d'Arnaldo, Bruno e Costante si sono susseguite, e che prima d'Arnaldo è nato Sante nel 1885, mentre dopo Costante nasce Ezio nel 1894, possiamo notare che vi è uno scarto di quasi dieci anni tra l'ultimo dei quattro primi fratelli sopravvissuti alla guerra, e l'ultimo maschio della famiglia, che tra altro non ha conosciuto, risparmiato come il fratello Costante, l'esperienza della partenza da casa a 18 anni e la vita avventurosa all'estero. Bruno e Costante, se fossero rimasti in vita, avrebbero impedito che queste notevoli differenze esistessero tra i " maggiori" - secondo l'espressione spesso usata dalla loro sorella Annita Italia, che anch'essa faceva parte anagraficamente del gruppo, con la sorella Constance Rosa- ed i " piccoli" - espressione della stessa origine che ingloba Ezio e la sorella Giuseppina- ed il relativo divario nell'educazione, nella cultura, nel rapporto con l'Italia. La vera linea di frontiera anagrafica tra i figli di Ricciotti sarebbe passata tra Bruno e Costante, nonostante la lieve differenza d'età, se fossero sopravvissuti alla guerra, proprio per via della diversa esperienza imposta in gioventù... I fratelli si ritrovano in Francia, salvo Menotti che non può lasciare in tempo la Cina. A Nimes, dove sono concentrati i volontari, Costante si distingue nell'organizzazione dell'intendenza per i volontari, e la segreteria del battaglione. Bruno invece a raggiunto i fratelli Peppino e Ricciotti a New York, dove si sono recati dopo l'intervento in Grecia del 1913, e con loro raggiunge Londra, dove tenta di raccogliere contributi per la Legione garibaldina, poi la Francia. Peppino chiede per la Legione l'onore di essere mandata in prima linea. Nell'inferno del Bois de la Bollante, muore Bruno. Costante muore a Courtes Chausses. Ambedue sono dichiarati "Morts pour la France". Per la seconda guerra mondiale dividerà con loro la distinzione il fratello Sante. Più che per la sorella latina, tutti e tre hanno dato la vita per un ideale, incarnato, è vero, al più alto livello dalla Francia della Rivoluzione.

La vicenda del rimpatrio delle loro salme richiama all'eccezionalità della loro posizione. Mentre sono decimati i volontari della Legione, e tutti i soldati dell'Argonne, Ricciotti ottiene, per speciale riguardo al nome di Garibaldi, che sia rimpatriata la salma di Bruno. Di questo mesto evento gli interventisti fanno una grande manifestazione, che esalta il ruolo della Legione, dei Garibaldi in essa, ed esercita sull'opinione pubblica una grande impressione. Ne segue un intenso e teso scambio di vedute tra Governo francese e Governo italiano. Qualche giorno più tardi, Ricciotti otterrà il permesso per il rientro della salma di Costante, ma con l'impegno della assoluta discrezione.

La Legione garibaldina è ritirata dalla prima linea. Tuttavia, i due giovani morti continueranno ad essercitare un ruolo a parte, sia nella campagna interventista, sia nell'esaltazione del mito di Garibaldi durante il proseguimento della guerra, in particolare da parte di Ricciotti sul fronte interno e di Peppino, assieme ai fratelli, nella zona del Col di Lana. Quando ad Ezio mancò l'appoggio dei fratelli nell'alimentare un mito asservito al regime fascista, furono ancora le figure dei due giovani a giustificare numerose manifestazioni patriottiche in Italia ed in Francia. Essi sono esempi emblematici di quello che Mosse chiama l'esperienza di guerra, che tanto influirà sul dopoguerra italiano. Bruno e Costante hanno avuto molti riconoscimenti, sia dalla Francia che dall'Italia. Se l'omaggio ai volontari garibaldini fu unanime, come non poteva non essere considerando anche il numero di giovani vite che furono sacrificate all'interventismo prima, con l'impegno nella guerra poi, la preoccupazione della famiglia, di Ricciotti, di Peppino, poi di Ezio nell'ambito del Regime, di dare un particolare rilievo al sacrificio di Bruno e Costante favori' una fioritura di targhe, busti, manifestazioni. Non riusci' il tentativo di fare attribuire ai due giovani la Medaglia d'Oro al Valore Militare, ma essi furono distinti da due targhe di bronzo rappresentatnti i loro volti, apposte sul monumento a Garibaldi a Parigi, e da un gigantesco monumento posto in Argonne nei luoghi della battaglie. Ques'ultimo, di puro stampo fascista, è oggi isolato in mezzo ad un campo, tenuto con rispetto, ma estremamente illustrativo dell'intenzione, sempre infelice, di volere ricordare a parte i protagonisti di un'epopea collettiva. Prima di quel monumento erano stati ricordati assieme ai loro compagni di lotta su un'altro monumento, dedicato a tutti i morti italiani, sempre per la campagna di Francia.

Ulteriormente , nel cimitero del Père Lachaise a Parigi, un monumento su eretto in omaggio al sacrificio dei combattenti stranieri nella grande guerra. Inaugurato il 25 maggio 1934 con una folta presenza dei garibaldini di Regime, riusci a mantenere presente nella sua sobrietà l'eguaglianza dei combattenti davanti alla morte. Una cerimonia all'Arc de Triomphe concesse ai garibaldini l'onore di rianimare la fiamma che sempre brucia sulla tomba del Milite Ignoto, e vi fu una grande serata all'Opera per le autorità, a beneficio delle opere dei combattenti.

A Roma, i giovani ebbero l'onore di raggiungere il padre sul Gianicolo, con i loro busti che affiancano il suo e rivolti a Giuseppe Garibaldi. All'altro lato del monumento il busto di Menotti, solitario, è ugualmente rivolto al padre. Più oltre, incontriamo anche Stefano Canzio, ufficiale di Garibaldi, nonchè sposo di Teresa, sua figlia.

A Riofreddo Ricciotti inauguró nel 1923 il monumenti ai caduti, sul quale fu apposto il nome dei due figli. A consacrare la cittadina come luogo del ricordo della famiglia di Ricciotti, vi è stato iscritto anche il nome di Sante, morto in seguito alle sofferenze subite per la deportazione nei campi nazisti durante la seconda guerra mondiale.

Fonte: (http://www.ereditadigaribaldi.net/search_scpt.php)

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Costante Garibaldi's Timeline

1890
August 19, 1890
Rome, Rome, Lazio, Italy
1915
January 5, 1915
Age 24
France
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Rome, Rome, Lazio, Italy