Ricciotti Garibaldi (1846 - 1924) MP

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Birthplace: Montevideo, Montevideo, Uruguay
Death: Died in Riofreddo, Rome, Lazio, Italy
Managed by: Yigal Burstein / יגאל בורשטיין
Last Updated:

About Ricciotti Garibaldi

Ricciotti Garibaldi, il quarto figlio di Giuseppe e di Ana Maria Ribeiro da Silva è nato a Montevideo pochi mesi prima del ritorno della famiglia in Europa. Menotti, il primogenito, era nato a Mostardas nel Rio Grande do Sul, nel 1840, poi erano venute Rosa e Teresa ed il piccolo Ricciotti nato il 24 febbraio 1847. Lo scrittore Guerzoni parla di un bambino scuro di occhi e di cappelli, che sgambetta nel sole della casa di Calle del Porton. Il 27 dicembre dello stesso anno, una nave lascia il porto della Repubblica Orientale: trasporta verso l'Italia le famiglie degli ufficiali della Legione italiana che, convinti dell'imminenza di grandi eventi, si apprestano a mettersi a disposizione della libertà italiana. Essi non torneranno però con una nave di emigrati, con mogli e figli, ma con un vascello che trasporta un esercito, tre mesi più tardi.

Intanto, Anita ed i suoi figli sono stati accolti da Rosa, la madre di Garibaldi, e dalla famiglia di lui. Ma per la giovane donna, è difficile adattarsi, dominare l'angoscia per la prolungata assenza dal marito, è spaesata e sceglie presto dimora più consona ai suo gusti, una casetta in riva al mare, dove vive le ultime settimane dedicate alla famiglia. Gli eventi di quei pochi mesi sono ben noti. Anita tenta di seguire il marito in ogni luogo, qualche settimane intense vivono ancora a Rieti, mentre lei già è ammalata, poi giornate di fuoco nella Repubblica Romana dove ha voluto raggiungerlo, soldato tra i soldati, poi la drammatica traversata dell'Appennino nella speranza di arrivare a Venezia, la morte nella pineta di Ravenna. Il " bimbo" non avrà nessun ricordo della madre, che muore il 4 agosto 1849 alle Mandriole, presso Ravenna, senza aver mai voluto lasciare, seppur incinta e stremata dal male, il suo Generale.

Menotti è già entrato nel collegio militare di Nizza, Teresa e Ricciotti rimangono con la nonna Rosa, aiutata nel compito dalla famiglia Deidery, che dopo la morte di Rosa adotteranno Teresa. Bimbo turbolento, Ricciotti sfugge alla nonna, ruzzola sotto una carrozza, ha una gamba spezzata. Questo incidente avrà per lui tante dolorose conseguenze: se il medico di Garibaldi, Agostino Bertani, salva la gamba dopo mesi di cure durante le quali il bimbo risiede a Genova presso i Bertani, lontano dalla nonna, la cura da tuttavia risultati imperfetti. Muore nonna Rosa nel 1852, Ricciotti passa in casa dell'Avvocato Augusto Garibaldi, cugino del padre, ma non si adatta ed è mal tollerato nel collegio di padri gesuiti del Mont-Boron a Nizza. Dopo un breve incontro con il padre, viene da lui affidato nel 1855 all'amica e scrittrice Emma Roberts, che lo porta con se a Londra, con la promessa che vi troverà ottime cure: Ricciotti, che ha otto anni, è calato in una vita di agi mai conosciuti. Nasce un profondo affetto per Jessie White, giovane parente di Emma, affetto reciproco al quale saranno ambedue fedeli tutta la vita.

In verità, l'infermità non si risolve, ma Ricciotti a Londra scopre meravigliato, nei racconti di Jessie White, la gloria che avvolge la figura del padre. Entra di pari passo nel mito, soffre della lontananza dal suo eroe, mentre Emma Roberts presto si stanca del bambino e nel 1857 lo relega in un collegio militare a Liverpool. Manda regolari buone notizie al padre sulla salute e gli studi del figlio, ma questi è soltanto un ragazzo infelice. A 14 anni, esce dal collegio. A tratto poco profitto degli studi, zoppica fortemente, ed ha dimenticato quasi completamente l'italiano. Questo non facilita la sua integrazione nel piccolo mondo di Caprera, dove vorrebbe per lui l'attenzione del padre. Ma Giuseppe ha una giovane compagna, Francesca Armosino, coetanea di Ricciotti, e nuovi figli. IL giovane non riesce ad appassionarsi per gli studi di chimica e fisica che il padre vorrebbe fargli seguire, al fine di interessarlo al suo progetto di sfruttamento delle cave di pietra di Caprera. L'amata sorella Teresa è già sposa di Stefano Canzio, e madre, nel 1864, di due figli. Menotti ha un carattere docile, si adatta ad ogni cosa, piace al padre. Ricciotti invece è un figlio difficile, che sogna solo avventure e battaglie.

Nel 1864 - Ricciotti ha 17 anni, Giuseppe Garibaldi porta i due figli nel trionfo della sua visita a Londra, e la vita si schiude davanti al ragazzo, che due anni più tardi per la prima volta sarà chiamato a combattere a fianco del padre, a Bezzecca. Bravo combattente a cavallo, è decorato dalla Medaglia d'argento al Valore Militare. Vive ormai per brillare agli occhi del padre, e vi riesce ancora l'anno seguente, quando mandato a valutare un sollevamento in Candia, manifesta qualità di prudenza e di diplomazia sconsigliando l'operazione. Di nuovo nella campagna dell'Agro romano, nel 1867, quando raduna volontari, partecipa ai combattimenti, conduce degnamente la ritirata. Da quella sfortunata campagna data la sua avversione per Giuseppe Mazzini, che non ha favorito la raccolta di fondi a favore degli insorti per la quale Giuseppe Garibaldi aveva anche mandato il figlio in missione a Londra.

Dopo un breve tentativo nel mondo del lavoro, per il quale non sarà mai dotato, conosce di nuovo l'ebbrezza della guerra a fianco del padre, nella campagna di Francia, dove si comporta in modo assai degno, e consegna al padre la sola bandiera presa in un glorioso fatto d'arme all'esercito prussiano. Ma è l'ultima guerra del Generale, che si ritira a Caprera. Ricciotti, che si è infiammato per l'Internazionale, cerca di nuovo fortuna, torna a Londra dove si avvicina agli ambienti dell'estrema sinistra, ma fallisce in una sua impresa economica, con il fratello Menotti impegna l'isola di Caprera, si lancia in affari sbagliati. Attira su di se l'ira del padre, e coperto di debiti è costretto a fuggire dall'Inghilterra.

Con se porta la giovane moglie, graziosa, di ottima famiglia, Harriet Constance Hopcraft. Partono nella grande corrente di emigrazione verso l'Australia, dove vivranno sette anni, tentando improbabili avventure e sempre in una condizione precaria. Nascono cinque bambini. Due muoiono, Giuseppe ed Irene Teresa, mente Constance Rosa, Anita Italia, ed un secondo Giuseppe, tornano con loro in Europa nel 1881. I loro pochi beni sono impegnati per permettere il viaggio di ritorno. A Caprera vanno a salutare il padre, che consegna a Ricciotti la parte a lui riservata del dono nazionale.

Sembra aprirsi per lui una vita più serena. Prende casa a Roma, dopo la morte del padre si lancia in nuove avventure politiche ed imprenditoriali, s'indebita oltre ragione, fallisce, ed eccolo di nuovo in gravi difficoltà. Eletto deputato nel 1887 si fa il difensore degli imprenditori che stanno trasformando il volto di Roma, quali datori di lavoro alle masse di operai che accorrono nella capitale, chiede per loro nuovi prestiti, rimane coinvolto anche lui nel fallimento delle grandi banche, da le dimissioni, e condannato, è obbligato a residenza in un piccolo paese dalle montagne vicine all'Abruzzo, Riofreddo, dove dal 1888 trascorre con la famiglia i mesi estivi. Vi ha intrapreso la costruzione di una gigantesca dimora, che rimane incompleta, ma nella quale risiede, in grande povertà, con la famiglia, fino al 1897. Nel frattempo sono nati, dopo il ritorno in Italia, altri otto figli, Costanza, l'ammirevole compagna, ha intrapreso di trasformare in modo assai decoroso la casa di Riofreddo, e trae dalle magre terre un qualche miglioramento per la vita della sua famiglia. Ricciotti scrive una prima versione delle " Memorie", insistendo essenzialmente su i fatti bellici.

Ma intanto gli ambienti repubblicani e nazionalisti non si sono dimenticati di lui. Fortemente scossi dalla sconfitta di Adua, i nazionalisti vedono nella spedizione a favore dell'indipendenza della Grecia un'occasione di recupero morale per la nazione, mentre si esaltano i valori del filellenismo presente nella tradizione garibaldina. Ricciotti si pone alla testa dei volontari italiani. Sbarca a Pireo, va verso la Tessaglia, si distingue con i suoi uomini in particolare nella battaglia di Domokos. Quando torna in Italia, è un eroe, un trionfo aspetta lui ed il figlio Giuseppe che per la prima volta combatte a suo fianco, l'animo della nazione è risollevato. Ricciotti ha realizato la sua vera vocazione: alla testa di nuovi volontari garibaldini, delinea i tratti di una tradizione di stampo prettamente militare, volta all'intervento a favore della libertà dei popoli, ma non esenta d'autoritarismo e d'antiparlamentarismo, attenta ai valori dell'eroismo e del sacrificio nel culto della nazione.

Vanamente cercherà negli anni successivi di organizzare un intervento italiano nei Balcani, fomenterà grandi progetti a favore dell'Albania, tenterà di attuare le sue grandi visioni di politica internazionale, anche a favore dell'emigrazione italiana che vorrebbe sottrarre ai " mercanti di carne umana" e mantenere legata agli interessi italiani, talvolta in questo sostenuto dai suoi antichi amici negli ambienti industriali. Quasi gli riesce un progetto di colonizzazione di vaste terre in Argentina: in occasione di un viaggio compiuto a Buenos Aires, si reca, una sola giornata a Montevideo, per visitare la casa dove è nato, ricevuto con riguardo dalle autorità uruguayane.

Nei primi anni del secolo XX°, manifesta grande interesse a Riofreddo, dove sarà persino consigliere comunale nel 1910, e dove la moglie assieme alle due figlie maggiori si dedica alle opere sociali e sanitarie. Una vita da notabile, sempre segnata dalle rare disponibilità economiche ed animata da grandi progetti internazionali. Nel 1912-1913, raduna i figli, dispersi nel mondo per portarli di nuovo a combattere in Grecia, e li costituisce in Legione Volontaria nel 1914, a fianco della Francia, per influire sulle scelte dell'Italia e portare l'opinione pubblica a sostenere l'intervento in guerra dell'Italia. Dei suoi sei figli su sette che combattono in Francia, assieme a numerosissimi giovani interventisti italiani che hanno raggiunto la Legione garibaldini agli ordini del figlio maggiore di Ricciotti, due muoiono nelle Argonne, Bruno e Costante. Il loro sacrificio, e di una bella gioventù repubblicana e socialista italiana, alimenta la campagna, di stampo per la verità meno internazionalista, che si svolge in patria. L'Italia entra in guerra nel 1915. I cinque figli superstiti di Ricciotti combattono nell'Esercito regolare, dove si distinguono, in particolare sul celebre Col di Lana. Ma dalle esortazioni all'intervento del poeta D'Annunzio, alle idealità ed alle delusioni nate dalla guerra, si va formando uno stato d'animo nazionalista ed aggressivo che nel 1919, porta all'espansione dei fasci di combattimento e poi alla nascita del fascismo. Ricciotti ed il figlio più giovane Ezio vi partecipano attivamente, mentre gli altri figli tengono un comportamento più distante.

Quando Ricciotti muore, nel febbraio 1924, la famiglia è già divisa, e dopo le manifestazioni di "Italia Libera", che vengono duramente represse a Roma, solo Ezio rimane in Italia, raggiungendo incarichi ed onori importanti nel Regime. Costanza sopravvive al marito fino al 1941, tentando di mantenere uniti a lei, e fedeli alla memoria del marito, i figli dispersi.

Ricciotti ha scritto le sue memorie, raccolte dall'amico Castellani, che si riassumono nel racconto delle sue battaglie. E' vissuto convinto di dover portare su di se l'eredità del padre, in diatriba cortese con il fratello Menotti, deceduto nel 1903, in perpetuo conflitto con Francesca Armosino, vedova del padre, per il possesso di Caprera. Questo era l'onore che aveva rivendicato fin dalla prima giovinezza. Gli ha fruttato una vita difficile, ma coerente con gli aspetti da lui privilegiati nel pensiero del padre, seppur con i limiti insuperabili di chi è figlio di un mito.

Annita Garibaldi Jallet

Fonte: (http://www.ereditadigaribaldi.net/search_scpt.php) ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Foi um general italiano.


Era o quarto filho de Giuseppe Garibaldi e Anita Garibaldi. Recebeu este nome em homenagem a Nicola Ricciotti, um patriota italiano muito admirado por Garibaldi que fora fuzilado pelos Bourbon. Passou sua infância em Nice, Caprera e Inglaterra.


Ricciotti Garibaldi lutou na batalha de Bezzecca (1866), Mentana (1867) e na guerra franco-prussiana. Em Vosges, ocupou Châtillon e comandou a 4ª Brigada voluntários garibaldinos que apoderou-se em Poully da bandeira do 61º regimento alemão da Pomerânia, a única bandeira prussiana tomada durante a guerra.


Casou-se com a inglesa Constance Hopcraft com a qual criou um empreendimento comercial nas Américas e na Austrália, que terminou não prosperando. Foi deputado de 1887 a 1890.


Em 1897, comandou de um grupo de camisas vermelhas, lutando pela Grécia contra o Império Otomano.


Sua saúde precária, devido à idade avançada, impediu-o de participar da I Guerra Mundial.


Posteriormente, opôs-se ao nascente fascismo.

Fonte: wikipedia

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Ricciotti Garibaldi's Timeline

1846
February 24, 1846
Montevideo, Montevideo, Uruguay
1874
July 2, 1874
Age 28
London, England, United Kingdom
1875
1875
Age 28
1876
April 29, 1876
Age 30
South Yarra, Victoria, Australia
1878
July 20, 1878
Age 32
Australia
1879
July 29, 1879
Age 33
South Yarra, Victoria, Australia
1880
1880
Age 33
1881
November 24, 1881
Age 35
Rome, Rome, Lazio, Italy
1884
May 12, 1884
Age 38
Rome, Province of Rome, Lazio, Italy
1885
October 16, 1885
Age 39
Rome, Rome, Lazio, Italy