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    Andrea Palladio (Italian pronunciation: [an%CB%88dr%C9%9B%CB%90a palˈlaːdjo]), born Andrea Di Pietro della Gondola , was an Italian architect active in the Venetian Republic. His nickname 'Palladio' be...
  • Losco Caldogno (bef.1530 - d.)

Villa Caldogno Nordera

in Caldogno, Vicenza, Veneto, Italy

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Villa Caldogno (also known as Caldogno Nordera) is a villa in the Veneto region of Italy, which is attributed to Andrea Palladio. It was built for the aristocratic Caldogno family on their estate in the village of Caldogno near Vicenza. It is also known as the "Villa Nordera" after Dr. Ettore Nordera who owned the property through a large part of the 20th century.

History

A Latin inscription on the facade (Angelus Calidonius Luschi Filius MDLXX) dates the completion of the building to 1570 when it belonged to Angelo Caldogno. However, Angelo's father, Losco Caldogno, appears to have started to build in the 1540s, probably incorporating walls from a pre-existing building. 1570 is possibly the date of the completion of the villa's decorative scheme.

The villa is not included in I Quattro Libri dell'Architettura, Palladio's treatise of 1570, in which the architect discussed a number of his creations. However, it is similar to certain villas, such as the Villa Saraceno, that Palladio is known to have created in the 1540s and 1550s.

photos.geni.com/p13/5d/d2/98/fe/53444853af9e49b6/yruyrr_original.jpgDr. Ettore Nordera In 1932 the villa and the surrounding lands were purchased by Dr. Ettore Nordera, the director of the neurological medicine department of the hospital San Felice in Vicenza. During this time the buildings became part of an institute known as the “Istituto Medico Pedagogico Nordera”. The institute guested 150 children who lived under the guidance of the “Dorotee” nuns. Here they received psychological and medical assistance. It was during this period in which some constructions were added behind the main villa between 1937-39 to accommodate more space for the clinic.

Between 1941 and 1944 the villa was confiscated by the German military who used it as a military hospital. During this period the German military built a bomb shelter beside the main villa which is now the Villas ice room. After the war the Nordera Institute was reopened. The Nordera Institute at the Villa Caldogno-Nordera would eventually close and in 1978 part of the property was given to the communal administration. In 1986 the rest of the property including the Palladian villa was sold to the communal administration.

Decorative scheme

The villa has frescoes by Giovanni Antonio Fasolo, who decorated Palladio's Teatro Olimpico, and Giovanni Battista Zelotti , who decorated a number of villas designed by Palladio. The frescoes at Villa Caldogno Nordera have been compared to Zelotti's work at Villa Foscari.

Conservation status

In 1996 UNESCO included the Villa Caldogno Nordera in the World Heritage Site "City of Vicenza and the Palladian Villas of the Veneto". The villa is in municipal ownership and is open to the public.

https://en.wikipedia.org/wiki/Villa_Caldogno

http://mediateca.palladiomuseum.org/palladio/opera.php?id=46

https://www.villacaldogno.it/


Villa Caldogno Nordera

Caldogno, Vicenza, Veneto, Italia






Villa Caldogno è una villa veneta attribuita all'architetto Andrea Palladio (metà del XVI secolo)[1] che sorge nel comune di Caldogno (provincia di Vicenza, alle porte del capoluogo), nei pressi del centro del paese. Dal 1996 è inserita tra i Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO con le altre ville di Palladio del Veneto.

Palladio, amico di famiglia dei Caldogno, operò su una struttura preesistente, forse della prima metà del Quattrocento, ben visibile nel seminterrato che ha ospitato la biblioteca comunale.

La villa, divenuta di proprietà del comune di Caldogno, è utilizzata per attività ed eventi culturali.

Storia

Il committente Losco Caldogno, aristocratico vicentino e attivo commerciante di seta, aveva ricevuto in eredità una corte agricola e numerosi campi a Caldogno nel 1541. Legato da stretti vincoli di parentela a committenti palladiani come i Muzani e successivamente i Godi di Lugo di Vicenza (Villa Godi), con buona probabilità commissionò a Palladio la ristrutturazione della corte agricola. Non si hanno elementi precisi circa la datazione dell'intervento: è possibile fissare l'inizio dei lavori al 1542, la casa è certamente abitabile nel 1567 e la data “1570” incisa sulla facciata indica probabilmente la fine delle opere di decorazione.

Questa villa non è inclusa nei Quattro libri dell'architettura; anche se non esistono prove dirette che sia opera dell'architetto veneto, la struttura rimanda ad altre opere palladiane, quali Villa Pisani a Bagnolo di Lonigo (1542) e Villa Saraceno a Finale di Agugliaro (1543)


photos.geni.com/p13/5d/d2/98/fe/53444853af9e49b6/yruyrr_original.jpgDr. Ettore Nordera Nel 1932 la villa e le terre circostanti furono acquistate dal dottor Ettore Nordera, direttore del dipartimento di medicina neurologica dell'ospedale San Felice di Vicenza. Durante questo periodo gli edifici entrarono a far parte di un istituto noto come "Istituto Medico Pedagogico Nordera". L'istituto ha ospitato 150 bambini che vivevano sotto la guida delle suore "Dorotee". Qui hanno ricevuto assistenza psicologica e medica. Fu durante questo periodo in cui furono aggiunte alcune costruzioni dietro la villa principale tra il 1937-39 per ospitare più spazio per la clinica.

Tra il 1941 e il 1944 la villa fu confiscata dai militari tedeschi che la usarono come ospedale militare. Durante questo periodo i militari tedeschi costruirono un rifugio antiaereo accanto alla villa principale che ora è la ghiacciaia delle Ville. Dopo la guerra il Nordera Institute fu riaperto. L'Istituto Nordera di Villa Caldogno-Nordera alla fine avrebbe chiuso e nel 1978 parte della proprietà fu affidata all'amministrazione comunale. Nel 1986 il resto della proprietà, compresa la villa palladiana, fu venduta all'amministrazione comunale.

Descrizione

La facciata principale è caratterizzata da tre grandi archi della loggia dell'atrio d'ingresso, messi in evidenza da una cornice in bugnato rustico di mattoni. Al di sopra si colloca il frontone triangolare.

La planimetria è molto semplice e le stanze non sono perfettamente proporzionate, ma molto probabilmente ciò deriva dal riutilizzo di murature preesistenti. In ogni caso, determinanti per un'attribuzione a Palladio risultano le analogie, soprattutto nel prospetto anteriore a tre fornici, con opere come villa Saraceno o la distrutta villa Muzani

Un'iscrizione nella facciata (Angelus Calidonius Luschi Filius MDLXX) attesta il completamento dell'edificio nel 1570 da parte di Angelo Caldogno, figlio del committente originale, ma probabilmente tale data si riferisce alla conclusione della sontuosa decorazione interna ordinata da Angelo.

L'atrio presenta una decorazione con paesaggi di genere, concerto e il circolo degli dei dell'olimpo nel soffitto. Il grande salone centrale venne affrescato creando un'architettura illusoria di un porticato interno sostenuto da giganteschi telamoni di marmo, all'interno del quale si svolgono momenti tipici della vita in villa dell'aristocrazia del tempo: il gioco delle carte, la danza, il concerto e la merenda portata a due innamorati: frutta e un vassoio di dolci a forma di ciambella, i bussolà veneziani.

Le due stanze più grandi di sinistra sono dotate di camino e furono affrescate, intorno al 1570, da Giovanni Antonio Fasolo e Giovanni Battista Zelotti,[1] con storie romane: presentano le vicende della giustizia di Scipione e della regina Sofonisba. Non mancano altri giochi illusori, come le finte porte dipinte, da cui escono dei personaggi.

In seguito Giulio Carpioni, qui nella sua prima opera in affresco, realizzò la decorazione di parte di una saletta intermedia nel lato occidentale che era stata ricavata dalla demolizione di una scala nel 1646. Lo stanzino del Carpioni mostra episodi ispirati al poema pastorale Il Pastor fido di Giovanni Battista Guarini, a testimonianza che i temi bucolici e pastorali, tanto in voga alla fine del Cinquecento, erano ancora apprezzati nel Seicento.

A Costantino Pasqualotto sono attribuiti i fregi visibili nella parte alta delle pareti delle sale a destra del salone, le uniche decorazioni antiche attualmente visibili in quell'ala dell'edificio, oggi utilizzata per installazioni d'arte contemporanea.

Aggiunte

Nel Seicento una terrazza e due torrette angolari modificano il prospetto posteriore.

Del complesso della villa fanno parte anche le tre barchesse realizzate in origine dall'architetto Antonio Pizzocaro nel Seicento; un bunker realizzato verso la fine della seconda guerra mondiale (la villa era sede del comando tedesco); infine il parco della villa, anch'esso oggetto di restauro, durante il quale è stata posta in luce una peschiera cinquecentesca adiacente l'edificio.

https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Caldogno

http://mediateca.palladiomuseum.org/palladio/opera.php?id=46

https://www.villacaldogno.it/